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domenica 2 ottobre 2011

OTTOBRE – VENDEMMIA – VINO – ALCOL e…

Siamo in Ottobre, tempo di vendemmia e di vino e non si fa che parlarne ovunque millantandone qualità benefiche, soprattutto se rosso, ma attenzione: è vero che nel vino ci sono dei componenti (presenti peraltro in moltissimi altri vegetali) che hanno effetti benefici, ma tali effetti si hanno solo se i composti sono in alte concentrazioni. Così elevate che occorrerebbero centinaia di litri di vino al giorno per raggiungere una dose efficace. E non è proprio il caso di bere vino, né altri alcolici, in virtù di promessi vantaggi per la salute. L’alcol, in ogni sua forma, è una sostanza tossica per il nostro corpo. Ingerito, viene rapidamente assorbito ed esercita diversi effetti negativi su cervello e sistema nervoso, metabolismo e stato di nutrizione. Il fegato (che lo smaltisce) e l’apparato digerente sono i primi organi a soffrire in caso di eccesso. Inoltre, anche in quantità molto basse, l’alcol costituisce un fattore di rischio per alcuni tumori.
Ma qual è la quantità ammessa ?
Diciamo subito che chi ha meno di 18 anni non deve bere alcol in quanto non ha ancora sviluppato nel fegato i meccanismi per eliminarlo; per lo stesso motivo, per la salute del loro bambino, non devono bere le donne in gravidanza ed in allattamento. Per tutti gli altri, adulti in buone condizioni di salute e normopeso che non prendono farmaci (l’alcol infatti ne potenzia o ne diminuisce gli effetti), le Linee Guida INRAN indicano un massimo di 2-3 Unità Alcoliche al giorno per l’uomo, 1-2 per la donna, 1 per gli anziani (dato che il loro organismo metabolizza meno degli adulti). L’Unità Alcolica è la quantità di alcol (circa 10-12 grammi) contenuta in un bicchiere di vino od in una lattina di birra a gradazione media od in un bicchierino di superalcolico. Se si beve è opportuno farlo ai pasti: la presenza di alimenti nello stomaco ritarda infatti l’assorbimento dell’alcol. Le calorie dell’alcol sono definite “vuote”, cioè prive di nutrienti importanti e sono le prime a dove essere sacrificate se si deve perdere peso. Chi deve guidare (ma anche chi deve mettersi al comando di macchinari pericolosi) deve astenersi completamente, per la sicurezza propria e degli altri. Non esistono antidoti all’effetto dell’alcol: caffè o enrgy drinks sono inefficaci. Solo il tempo ed il riposo ci permettono di smaltire gli effetti acuti dell’eccesso, ma non certo quelli cronici che rimarranno ‘scritti’ nell’organismo. L’alcol si consuma solo con l’esercizio fisico, altrimenti viene trasformato in … grasso !
Personalmente quale Laringectomizzato ma soprattutto in veste di Rieducatore di Laringectomizzati (insegno a tornare a Parlare a chi è stato operato come me ma dopo di me presso l’Ospedale Maggiore di Crema, provincia di Cremona) consiglierei a tutti di smettere, se possibile, completamente anche se un buon bicchiere di vino (meglio mezzo) durante i pasti non ‘ammazzi’ nessuno a meno che non si abbiano in essere patologie tali da sconsigliarne l’uso nel modo più assoluto. Vorrei far notare (quale Rieducatore) che l’alcol (unito al fumo di tabacco ed all’inquinamento atmosferico) è tra le prime cause di Tumore alla Laringe che nei casi più estremi porta a dover intervenire chirurgicamente mediante una Laringectomia Totale con conseguente asportazione delle corde vocali il che significa la perdita  dell’uso della parola il cui recupero non è certo una cosa da poco. Sull’argomento ‘alcol-alcolici’ nel contesto del Tumore alla Laringe mi riprometto di tornare al più presto nel frattempo godiamoci questo mese di Ottobre (non ci si ricorda un mese di ottobre così caldo da circa 150 anni) così generoso; siamo all’inizio del mese ma in men che non si dica ci si ritroverà già alla fine (con l’inverno che … incalza) e non credo che questo clima duri ancora per molto, sarà questione di giorni e non molti. Un saluto. Luciano Cremascoli -


sabato 21 maggio 2011

ALCOLISMO IN ITALIA (un problema da non sottovalutare)

Il problema, per costo sociali, nel 2010 ha raggiunto al cifra record del 3,5% del Pil. Nel nostro paese ci sono un milione e mezzo di alcolisti, ma appena 100mila attualmente sono in trattamento terapeutico. Tante campagne anti-alcol ma poi la stragrande maggioranza degli alcolisti in Italia rimane solo di fronte alla sua dipendenza. Nel nostro paese si parla tanto di emergenza alcol e di allarme “sballo” fra i giovani, ma nel concreto si fa davvero poco. La solita storia: troppe parole e pochi fatti. A pagarne lo scotto non sono solo gli “schiavi dell’alcol”, ma tutti gli italiani che si trovano a dover pagare – tra spese totali e sociali dovute all’abuso di alcol (mortalità, perdita di produttività, assenteismo, disoccupazione, costi sanitari, etc.) – circa 53 miliardi di euro all’anno. Per intenderci questa cifra rappresenta ben il 3,5% del PIL del 2010. In questo caso non fare costa più del fare.  

A fronte di un milione e mezzo di alcolisti, in Italia appena 100mila sono in trattamento terapeutico. E di questi solo 23mila assumono un farmaco. Eppure, l’alcolismo è a tutti gli effetti una malattia cronica che “si può e si deve curare”, come ha spiegato presidente di FeDerSerD, nonché direttore dipartimento Dipendenze Asl Milano 2, Alfio Lucchini, in una conferenza stampa organizzata da Merck Serono per presentare il farmaco “acamprosato” che si è dimostrato efficace contro il desiderio incoercibile di bere e che sarà disponibile dal 31 maggio a carico del Sistema Sanitario Nazionale.   Due sono i motivi dietro i quali solo una piccolissima percentuale, il 10%, di alcolisti si cura. “Da una parte – ha spiegato Lucchini – le difficoltà di disvelamento di questa dipendenza tra le più democratiche, insieme al tabacco, che riguarda uomini, donne, giovani e anziani; dall’altra le difficoltà prescrittive dei medici per la limitata disponibilità, finora, di trattamenti idonei nel medio termine”. Senza contare che negli ultimi anni sta diventando sempre più diffusa la tendenza alla “poliassunzione”, una modalità di consumo molto pericolosa che consiste nel connubio di alcol e anfetamine o di alcol e cocaina.   L’emergenza poi non riguarda soltanto gli adulti e gli uomini, ma anche i giovani, i giovanissimi e le donne. 
In Italia sono almeno 30.000 l’anno i decessi per cause alcol-correlate e l’alcol rappresenta la prima causa di morte tra i giovani fino all’età di 24 anni. Il consumo di alcol non solo produce danni al bevitore stesso, ma anche alla famiglia e al contesto sociale allargato in cui vive. L’alcol può indurre infatti a comportamenti violenti (1 omicidio su 4 e 1 suicidio su 6 è alcol-correlato), abusi, abbandoni, perdite di opportunità sociali, incapacità di costruire legami affettivi e relazioni stabili, invalidità, incidenti sul lavoro e sulla strada. Secondo quanto reso noto dall’Istituto Superiore di Sanità, attualmente in Europa tra 5 e 9 milioni di bambini vivono in famiglie con problemi di alcol.   “I dati epidemiologici – ha spiegato Mauro Ceccanti, professore del Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio – ci informano che una parte notevole della popolazione italiana ha problemi e patologie alcol-correlati; quello che è poco noto è che le persone che condividono gli effetti dell’azione dell’alcol e vengono, pertanto, definite ‘alcolisti’ o ‘alcol dipendenti’, sono il prodotto di una complessa interazione ambiente-genotipo, in cui l’alcol è l’unico elemento sicuramente comune”. 


Questo, secondo l’esperto, ha comportato un’obiettiva difficoltà nell’individuazione di terapie farmacologiche efficaci quando si è tentato di intervenire sulla dipendenza da alcol, senza considerare le differenze dei fattori genetici e ambientali che intervengono nella genesi di quello che noi chiamiamo “alcolista”.   I nuovi farmaci, come “acamprosato”, agiscono da supporto nella lotta alla dipendenza e devono essere sempre associati ad un supporto psicosociale o psicoterapeutico. E in questo senso nel nostro paese c’è ancora tanto da fare: dal migliorare l’accesso alle strutture terapeutiche degli alcol-dipendenti al favorire il difficile svelamento del fenomeno «di un problema che non si risolve da soli o in famiglia ma tramite strutture specialistiche», come ha sottolineato Lucchini. «Oltre al necessario balzo culturale, occorre allargare la consultazione e l’accesso ai servizi di base a più agenzie territoriali; ciò liberebbe risorse per la continuità di cure specialistiche», ha concluso. 

Non penso ci sia altro da aggiungere, è stato detto già tutto, o quasi. Concludiamo, per quello che può servire dicendo: ‘basta all’alcol’ sotto ogni sua forma. Un saluto. Luciano Cremascoli -

domenica 10 aprile 2011

FUMO - ALCOL – DROGA – DOPING (informati per prevenire)

Il 7 Aprile, per la decima volta, si è celebrato “l’Alcohol Prevention Day” (non è difficile da capire anche se non si conosce, come me, l’inglese…), la giornata per la prevenzione dell’alcolismo, ma il problema dell’abuso di “sostanze” resta grave. 
Lo ha ben presente l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) che, con l’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga (OssFAD), si rivolge sia ai cittadini, sia agli operatori sanitari per fare informazione e prevenzione su questi temi. Il sito http://www.iss.it/ofad è diviso in quattro aree (fumo, alcol, droga e doping) ciascuna trattata nella sua specialità, con una costante attenzione a presentare le cifre che descrivono, anno per anno, l’evoluzione dei singoli fenomeni. Il sito dà anche ampio spazio alle campagne di comunicazione: dall’operazione “Naso Rosso” (promossa dall’ISS e dal Ministero della Gioventù), al programma “Help Mind” (per la prevenzione dei danni da fumo). Sul sito è è presente l’elenco dei ‘numeri verdi’ e dei servizi socio-sanitari in grado di fornire informazioni ed assistenza. E visto che i ragazzi (ma non solo…) sono i più esposti al rischio fumo, alcool, droga, e doping, ma anche i maggiori utilizzatori di internet, ecco allora il progetto Net_GAD www.iss.it/ngad/ su Guida, Alcol e Droga dedicato ai giovanissimi.

Entreremo nei dettagli prossimamente (l’argomento è troppo vasto e tocca troppe problematiche per essere trattato in una sola volta) tanto, di tempo ne avremo (almeno, si spera) e di spazio anche. Un saluto. Luciano Cremascoli