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lunedì 11 luglio 2011

TUMORE ALLA LARINGE (se …)

Mi limito ad un 'copia-incolla 'da quanto pubblicato oggi su “corriere.it salute sportello cancro”.
l'Istituto Europeo Oncologico di Milano

Tumori alle corde vocali: la differenza la fa il tempo -  Se individuati tempestivamente possono essere rimossi senza conseguenze e senza «buco» in gola ('tracheostoma' o più semplicemente 'stoma' aggiungo io). I tumori alla laringe, più frequenti fra i fumatori e gli ex-fumatori, sono particolarmente temuti, per almeno due motivi. Il primo è il rischio di perdere la voce, e il secondo quello di subire una tracheostomia, cioè un «buco in gola» che rimane anche dopo l'operazione. Oggi però queste due eventualità si possono evitare nella maggior parte dei casi, come spiega il dottor Mosshen Ansarin, dell'Istituto Europeo di Oncologia, di Milano, grazie alla chirurgia laser, che può escindere per via endoscopica il tessuto malato rispettando l'integrità dell'organo e non richiedendo la trascheostomia. La condizione perchè ciò sia possibile è però una diagnosi precoce: se la voce scende, o è alterata, per più di un mese bisogna farsi controllare da un otorinolaringoiatra.
il Dr. Mosshen Ansarin, Otorinolaringoiatra dell'I.E.O. di Milano

Ora, sentiamo cosa ha da dirci in merito il dr. Mosshen Ansarin dell’I.E.O. di Milano nel suo video-intervista  (per visionarlo basta ‘cliccare’ sull’indirizzo sottostante oppure mediante ‘copia-incolla’; volendo si può visionare il video anche a ‘schermo intero’).







Buona Visione. Non avrei altro da aggiungere anche se, in materia, sia pur NON essendo un Medico ne paramedico, Logopedista od altro ma un semplice Rieducatore di Laringectomizzati (anch'io stesso Laringectomizzato dal 2006), ci sarebbe molto di cui … parlare. Sarà per la prossima occasione. Un saluto. Luciano Cremascoli -

venerdì 27 maggio 2011

IL TUMORE ALLA LARINGE (soluzione chirurgica)

E’ ancora preferibile l'approccio chirurgico rispetto a radioterapia e chemioterapia -  vedesi http://italiasalute.leonardo.it/ - I tumori faringo-laringei rappresentano il 10% circa di tutte le neoplasie maligne negli uomini e il 4% nelle donne. Solo in Italia ogni anno si contano circa 5.000 nuovi casi di carcinoma laringeo tra gli uomini e 500 tra le donne. E purtroppo, nonostante gli sforzi della ricerca, la soluzione definitiva non è stata ancora trovata. In Europa però la mortalità è in calo, mentre le cifre che arrivano dagli Stati Uniti sono in assoluta controtendenza. Un controsenso che ha una spiegazione per alcuni tratti molto semplice, ma che la dice lunga sull’importanza di giungere alla formulazione di linee guida universali: la diversità di trattamento, uno degli argomenti caldi trattati nel corso del 98° congresso nazionale Sio, Societa' italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico-facciale, a Udine fino a sabato.

“Negli Stati Uniti – spiega il prof. Giuseppe Rizzotto, direttore del dipartimento di ORL dell’Ospedale Civile di Vittorio Veneto – da qualche anno a questa parte nel trattamento di questo tipo di cancro si privilegia l’utilizzo di chemioterapiaia e radioterapia. E mentre per quanto riguarda i tumori in generale abbiamo una casistica in miglioramento sostanziale in quasi tutti i campi, con statistiche di sopravvivenza in continuo aumento, ci troviamo invece a dover affrontare questa discrasia: di carcinoma laringeo si muore tanto e, soprattutto, nel 2010 si muore più che nel 2000”. I tumori della laringe originano, nella maggior parte dei casi, dalla mucosa (epitelio) che riveste l’interno del canale: il più comune è il carcinoma a cellule squamose. I principali fattori di rischio sono il fumo di sigaretta, il consumo di alcol, il 90 per cento circa dei pazienti con queste neoplasie fuma e beve. Nel vecchio continente prevale ancora l’approccio chirurgico, certamente più invasivo, ma con percentuali di risoluzione assolutamente migliori rispetto all’approccio americano. “Bisogna riflettere su questo tipo di dati – continua Rizzotto – è ormai acclarato che in questo momento, la terapia d’elezione è assolutamente quella chirurgica, che risolve (anche se non in maniera definitiva) il 90% dei casi. Ciò non toglie che il futuro sia rivolto evidentemente a cure meno invasive. Ma pare ormai chiaro che la ricerca nel campo della chemio e della radioterapia non abbia ancora prodotto risultati soddisfacenti, risultando inefficace. Possiamo ben dire che l’Europa, con un sapiente uso della chirurgia conservativa, è in questo campo ancora un passo avanti”. 

La mia esperienza personale ? Ok ! Quando mi è stato diagnosticato un Tumore Laringeo e mi è stata proposta la ‘Laringectomia Totale’ quale soluzione definitiva al mio ‘problema’ (si sarebbe potuto tentare con Radioterapia e/o Chemioterapia ma, nessuna garanzia) non ho avuto tentennamenti nel seguire il consiglio del Primario di ORL dell’Ospedale Maggiore di Crema (provincia di Cremona) Dottor Pasquale Blotta ed a distanza di quasi 6 anni posso affermare di non aver di certo sbagliato a seguire tale consiglio anche se ciò mi è ‘costato’ la perdita dell’uso della parola, parola poi recuperata frequentando la Scuola di Rieducazione alla Parola dell’ AILAR (Associazione Italiana Laringectomizzati - onlus) di Treviglio (Bg). Attualmente mi occupo della Rieducazione alla Parola di Laringectomizzati (quale Volontario Ailar) nello stesso Ospedale (di Crema) dove sono stato operato io stesso e sempre sotto la direzione del medesimo Primario (Dr. Blotta – Reparto di ORL) e dei suoi collaboratori (dal personale Medico e paramedico), sempre pronti ad assecondare ogni mia necessità (più che altro che dei miei ‘rieducandi’ che mia). In merito alla mia esperienza  di ‘Laringectomizzato’ (da prima dell’intervento chirurgico ho già ‘parlato’ in precedenza in questo stesso Blog, 3 interventi dal titolo “Laringectomia Totale - la mia esperienza” ma mi riprometto di tornare in argomento al più presto, avrei altro da … ‘raccontare’ anche alla luce della mia esperienza di Rieducatore. Un saluto. Luciano Cremascoli -