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giovedì 23 giugno 2011

DIETA MEDITERRANEA (il suo … segreto)

La ‘dieta mediterranea’ non è un programma dietetico, quanto piuttosto un vero e proprio stile di vita, tipico del bacino del Mediterraneo, ma esportabile ovunque. E’ caratterizzato da quantità abbondanti di alimenti di origine vegetale (ortaggi, cereali, e frutta fresca), dal consumo frequente di pesce, dall’olio di oliva come principale condimento, da poca carne, sostituita spesso dai legumi e poco vino (solo durante i pasti). I dolci vi compaiono solo in occasioni speciali, mentre non manca mai l’acqua.
Ma non è solo grazie alla tavola che questo regime alimentare ha dimostrato d’essere uno dei più sani. Un’altra componente fondamentale è, infatti, l’attività fisica, in origine quella quotidiana e faticosa svolta nei campi dai nostri avi.
 Il termine “dieta mediterranea” nasce in Italia nell’ultimo dopo-guerra, coniato dal medico (nonché biologo e fisiologo) americano Ancel Benjamin Keys ( 24 giugno 1904 – 20 novembre 2004), che aveva intuito le potenzialità preventive di quell’alimentazione. Prese dimora a Pioppi, un piccolo paese del Cilento (sub regione montuosa della Campania che si protende come una penisola tra i golfi di Salerno e Policastro nella zona meridionale della regione, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità) e da qui diresse il famoso “Studio delle Sette Nazioni”, uno studio di confronto dello stile di vita di un campione di popolazione di Finlandia, Olanda, Grecia, Italia, Jugoslavia, Giappone e Stati Uniti.
Ancel Benjamin Keys (1904-2004)
I risultati dello studio dimostrarono la relazione tra la dieta e l’incidenza di alcune malattie, chiarendo in particolare che il tipo di grassi utilizzati, e non tanto la loro quantità, era legata al rischio di malattie cardiovascolari. Da allora, la ‘dieta mediterranea’ è considerata il modello alimentare ideale, adatto a qualsiasi età ed a qualsiasi etnia, in grado di prevenire le cosiddette “malattie del benessere” (obesità, diabete, ipertensione, disturbi digestivi) e diversi tipi di tumore, sia nella popolazione sana che in quella già malata.
I suoi effetti benefici non dipendono da singoli cibi o loro componenti. In altre parole, non è un determinato cibo ad essere “buono” o “cattivo”, quanto piuttosto l’insieme delle abitudini alimentari, la varietà della dieta e lo stile di vita attivo che contribuiscono a proteggere la salute. Quindi, a tavola tranquillamente ma con attenzione a quello che … ‘ingurgitiamo’ e non solo. Non dimentichiamoci che gli errori, anche alimentari e di stile di vita, prima o poi, in un modo o nell’altro li si … pagano. Un saluto. Luciano Cremascoli – 



venerdì 27 maggio 2011

CETRIOLI (contaminati – allerta in Germania)

Le autorità sanitarie tedesche sono in allerta. In pochi giorni  a causa di alimenti contaminati da un batterio chiamato Escherichia coli O104 ci sono stati 4 morti e oltre 140 persone colpite da disturbi intestinali, la maggior parte residenti nel nord del paese. Le autorità di controllo  pensano di avere individuato la causa in  cetrioli  provenienti dalla Spagna lavati male e mangiati crudi. In un primo momento i sospetti si erano indirizzati anche su pomodori e altre verdure. Per questo motivo l’Institut Robert Koch (RKI) che si occupa della questione ha consigliato   di consumare cetrioli, pomodori, zucchine  e altre verdure  solo dopo averle cucinate per almeno dieci minuti a 70°C. - La questione che preoccupa di più i sanitari sono i casi di Sindrome emolitico e uremica (SEU) che si sviluppa in alcuni soggetti dopo l'ingestione di alimenti contaminati, perché possono provocare disturbi seri e anche la morte.  Secondo i dati a disposizione nel mese di maggio, negli ultimi  15 giorni, sono stati diagnosticati 140 casi di SHU, rispetto ai 65 che si registrano in tutta la Germania in un anno. I sanitari del RKI ritengono che la patologia sia collegata alla tossina dell' Escherichia coli O104. – 
Non tutto è però così scontato perché in genere la malattia colpisce i giovani (l’anno scorso su 65 casi solo 6 pazienti avevano più di 18 anni), mentre in  questo caso le persone più colpite sono donne di una certa età e questo risulta  strano. - Per evitare confusione va detto che l’Escherichia coli non è un batterio killer come scritto su alcuni giornali.  Il 99% delle varietà di Escherichia coli  convive con l’uomo, ovvero si trova  nel nostro intestino e nell’ambiente. Esistono però alcune varietà considerate patogene per l’uomo e altre che possono diventarlo in seguito a scambi di geni con altri batteri. Per ora gli esperti di microbiologia non si sono espressi ma  le ipotesi di essere di fronte ad un Escherichia coli modificato, altamente patogeno rappresenta una possibilità. Il batterio infatti sarebbe  in grado di sviluppare una tossina  in grado di superare la barriera intestinale e entrare nel ciclo del sangue e poi manifestarsi nei reni con la malattia (SEU). - Gli interrogativi da sciogliere sono ancora troppi per fare previsioni o diagnosi. Bisogna capire se  il nuovo tipo di Escherichia coli O104 è collegato ad un solo prodotto o ad un gruppo di ortofrutticoli, se la fonte è unica e stabilire l’origine. Si tratta di aspettare ancora qualche giorno e di fare indagini epidemiologiche accurate. - In Italia il ministero della Salute sino ad ora non si è espresso e anche il sistema di allerta europeo non si è attivato, anche se l'agenzia stampa Reuters in un comunicato di oggi pomeriggio non esclude collegamenti con altri paesi.

Cos’è e come si può entrare in contatto con l’ESCHERICHIA COLI ? L’ Escherichia coli è il più classico rappresentante della flora microbica intestinale dell’uomo e di molti animali a sangue caldo. E’ un microrganismo che di norma non causa malattie, anche se è da sempre utilizzato come indice di contaminazione fecale dell’acqua e degli alimenti. Nell’ambito della specie esistono  alcune varietà che possono causare malattie all’uomo. Tra questi ceppi ci sono i ceppi enteroemorragici di E. coli (EHEC), il cui capostipite è rappresentato dal sierotipo O157:H7 e che comprende anche il sierotipo O 104 evidenziato  in Germania in grado di sintetizzare tossine di tipo Shiga (Shiga-like toxins, o ST), dette anche verocitotossine (VT). Queste tossine  sono responsabili di malattie gravi come la Colite Emorragica (CE) e la Sindrome Emolitico Uremica (SEU). Il serbatoio principale di Escherichia coli è l’intestino degli animali  che tramite le feci arriva nell’ambiente esterno. Gli alimenti si contaminano perché entrano in contatto, nell’ambiente, con materiale fecale proveniente da animali infetti (ortaggi, frutta, ecc.) o a causa di contaminazione fecale durante le fasi di mungitura del latte e produzione di carne al macello. Gli alimenti contaminati (carne macinata, latte crudo, insaccati stagionati, ortaggi), rappresentano il principale veicolo d’infezione. Tuttavia è stata provata anche la trasmissione da persona a persona e la trasmissione mediante contatto diretto con gli animali escretori.

Quindi, Escherichia si Escherichia no, niente eccessivi allarmismi, dopotutto la cosa è tutta ancora in embrione (non c’è ancora nulla di certo) però, suggerirei, a scanso di equivoci-rischi, i cetrioli (in attesa che il tutto sia definitivamente chiarito e che gli organi di controllo al termine dei dovuti accertamenti emettano o meno provvedimenti in materia) ‘lasciamoli’ sui banchi dei fruttivendoli, mercati, supermercati ed in ogni punto vendita (personalmente non ci metterei la mano sul fuoco sulla ‘credibilità’ delle diciture di provenienza – obbligatorie per legge, se non vado errato – di prodotti alimentari)  od addirittura, se non se n’è certi al 100% sulla loro sicurezza (provenienza di concimi, utilizzati od altro), negli orti siano questi nostri che di amici o conoscenti. Meglio un cetriolo marcito che uno di noi con problemi di salute procurati dall’ingestione di un cetriolo … discutibile. Un saluto. Luciano Cremascoli -

giovedì 19 maggio 2011

ALIMENTAZIONE E SEDENTARIETA’ (attenzione ai nostri ragazzi)

Da una ricerca condotta dagli esperti dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano il 32% tra i 7 e i 16 anni è in sovrappeso ed il 36,2% ha uno stile di vita eccessivamente sedentario; appesantiti e sedentari, così ‘poltrisce un terzo dei ragazzi italiani. Sono stati analizzati peso, altezza e stile di vita di 2.530 bambini e adolescenti di età compresa tra i 7 e 16 anni (48,5 % femmine e 51,5 % maschi, dei quali il 51% del nord e 49% del sud).

"Sapevamo purtroppo che la popolazione italiana, compresi i bambini, tende all’obesità - ha commentato la dottoressa Michela Barichella, responsabile medico della Struttura di Dietetica e Nutrizione clinica degli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano - ma quello che più stupisce è il dato sulla sedentarietà dei ragazzi obesi, ovvero quelli che avrebbero più bisogno di muoversi. La ricerca inoltre evidenzia che il consumo di frutta raccomandato, di almeno tre frutti al giorno, mediamente non è rispettato e le abitudini peggiori da questo punto di vista si possono purtroppo riscontrare nei bambini più piccoli e in quelli che hanno una circonferenza vita più ampia. Per questo è importante educare i genitori, in particolar modo le mamme, che normalmente organizzano le attività e la giornata alimentare dei loro figli, con particolare attenzione a pasti come colazione e merenda".   
La ricerca dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano ha utilizzato due specifici metodi di misurazione. Il primo, molto semplice, consiste nel rapporto tra la misura della vita e l’altezza del bambino, e può essere un ottimo metodo di verifica anche per i genitori: quando questo valore è maggiore di 0,5 è indice di obesità viscerale, anche se il peso del bambino risulta essere nella norma. Dai dati rilevati con questa tipologia di misurazione emerge che, nel campione osservato, il 32% dei ragazzi ha un indice maggiore di 0,5 e presenta quindi un rischio metabolico più elevato rispetto ai coetanei con valori inferiori. L’ accumulo di grasso a livello addominale è più presente nei ragazzini del Sud rispetto a quelli del Nord (57,7% versus 42,3%) e nelle femmine rispetto ai maschi (51,6 % versus 48,4).   Gli stessi risultati sono emersi con il secondo metodo, che utilizza i percentili di Cole, ovvero parametri che considerano le curve di crescita: il Bmi (rapporto tra il peso e quadrato dell’altezza) differenziato per sesso e fascia d’età. A partire da questa valutazione, normalmente eseguita dal pediatra, emerge la medesima percentuale: il 32% dei ragazzi presenta un peso al di sopra della normalità, e si conferma la presenza di maggior sovrappeso e obesità nelle regioni meridionali. I dati mostrano inoltre che i ragazzi che hanno un peso nella norma fanno più attività fisica dei coetanei sovrappeso, e che la tendenza alla sedentarietà praticamente raddoppia (36,2% contro il 16,8 dei normopeso) nei giovani con un peso in eccesso. "Attenzione: il grasso accumulato nell’addome può ridursi e anche di molto se viene eseguita con regolarità attività motoria e sportiva - avverte il professor Claudio Maffeis, docente di Pediatria presso l’Università di Verona e componente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Nutrizionale Grana - Per migliorare o risolvere il problema è quindi importante affiancare all’alimentazione corretta una buona pratica motoria in tutti i bambini ed adolescenti". Il peso di bambini e adolescenti non è dunque il solo elemento da monitorare: in particolare, l’aumento di grasso a livello di girovita, importante fattore di rischio di problemi al cuore, di pressione e di grassi nel sangue, è una questione particolarmente rilevante nei più giovani, che hanno bisogno di essere seguiti e controllati, anche al fine di prevenire gravi problematiche da adulti.
Ecco alcuni consigli per i genitori: Occhio a peso, altezza e circonferenza vita, bisogna monitorare costantemente la crescita dei ragazzi. Per qualsiasi dubbio non esitare a chiedere consiglio al pediatra. - Attenzione nella scelta dei cibi: occorre privilegiare alimenti come frutta e verdura che, oltre ad essere salutari, sono ricchi di fibre, che favoriscono la sazietà ed aiutano a controllare l’eccessivo apporto calorico. - Non solo dieta: favorire l’attività fisica regolare, meglio se dando il buon esempio! - Non solo attività sportiva: camminare, fare le scale, andare in bici sono attività che dovrebbero sottrarre tempo a televisione e giochi elettronici. - Giocare con gli amici, magari all’aperto, aiuta a prevenire il sovrappeso e a ridurre i chili in più. - Nella scelta dei campi estivi, privilegiare quelli che offrono anche la possibilità di svolgere attività fisica, come i campus all’aperto. - Organizzare passeggiate e vacanze “attive” che siano un’opportunità per conoscere posti nuovi e nuove attività. - Suggerire sport facilmente praticabili in tutte le stagioni (in spiaggia o in palestra, per esempio) come il tennis, il calcetto, la pallavolo e la pallacanestro. - Regalare la bicicletta per la promozione può essere un’ottima idea. - Soprattutto d’estate, l’idratazione è molto importante: spesso è opportuno incentivare i ragazzi a bere acqua, dato che può capitare che, presi da giochi e impegni, si “dimentichino” di farlo.  

Quindi, se vogliamo occuparci seriamente del ‘futuro’ dei nostri ragazzi, sempre a riguardo della loro salute dobbiamo tornare al ‘passato’: colazione e merende a base di latte, frutta, pane e marmellata e, perché no, ogni tanto la marmellata la si può anche sostituire con del buon casareccio salame. Per quanto riguarda il tragitto casa-scuola dimentichiamoci il modernissimo ‘scuolabus’ con riscaldamento e/o aria condizionata, meglio mandarceli a piedi (magari accompagnati dai nonni) oppure dove possibile in bicicletta, non potrebbe essere per loro nulla di più salutare. Telefonini e aggeggi simili si faccia in odo vengano ‘dimenticati’ a casa, sostituiti magari da un bel coro tra di loro, se qualcuno è ‘stonato’ non importa, nessuno reclamerà e si divertirebbero di più occupandosi così, senza nemmeno rendersene conto, della loro salute futura. Vivere sano oggi (da giovani) per trovarsi sani e vivere meglio … domani. Un saluto. Luciano Cremascoli -