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domenica 30 ottobre 2011

I GIORNI DEL VOLONTARIATO

Seconda mostra-presentazione delle Associazioni di Volontariato per farsi conoscere e accogliere adesioni.

Sabato 5 e Domenica e Novembre 2011 a conclusione del 2011, Anno Europeo delle Attività Volontarie che promuovono la cittadinanza attiva, l’AIM (Associazione Interessi Metropolitani) e la CIESSEVI (Centro di Servizio per il Volontariato per la Provincia di Milano con il patrocinio di diversi Enti, Fondazioni  ed Imprese pubbliche e private invitano le associazioni milanesi ad incontrare la città in singoli stand informativi ed attraverso dibattiti, incontri, filmati e musiche. Un’occasione facile e diretta per conoscere chi lavora a Milano, in oltre 200 associazioni, per far crescere i valori della solidarietà, della non violenza, del rispetto dell’altro e della cittadinanza responsabile.. Quest’ultimo concetto non è riferibile esclusivamente alla sola città di Milano ma va inteso applicabile a qualsiasi comunità, dalle grandi metropoli ai più piccoli centri (rurali oserei dire), dall’estremo nord al profondo sud, dall’est all’ovest della nostra Penisola ove il volontariato, stante l’attuale sistema assistenziale (assai carente sia per strutture che per persone e progetti) non può essere assente.
La manifestazione si terrà (come già detto sabato 5 e domenica 6 novembre) presso il “PALAZZO DELLE STELLINE” (a Milano) in Corso Magenta n. 59, 61 e 63 dalle ore 10:00 alle 18:30 naturalmente con ‘ingresso libero e gratuito’ per tutti coloro che vogliano conoscere (o già conoscono) il mondo del volontariato sia sotto l’aspetto vero e proprio del volontario (attivo) o sia interessato puramente quale sostenitore (anche in quel caso è fare del volontariato) o, non ultimo, ne sia attirato da semplice curiosità di un mondo a lui sconosciuto dalle mille sfaccettature considerate le molteplici attività e mansioni di cui il volontario con le associazioni di volontariato si occupa. Va precisato che alla manifestazione saranno presenti associazioni non solo 'milanesi' (cittadine) ma anche associazioni operanti a livello territoriale, provinciale, regionale, nazionale e, perché no, internazionale. 

Naturalmente anche l’AILAR – Associazione Italiana Laringectomizzati – onlus è presente con un proprio stand informativo. L’Ailar, associazione a livello nazionale, si occupa della Rieducazione alla Parola dei Laringectomizzati  ossia di coloro che hanno subìto a causa di un tumore alla Laringe  l’asportazione della stessa (e conseguentemente delle corde vocali) con perdita dell’uso della parola. Concludo con l’augurio che questa manifestazione abbia un nutrito ed interessato pubblico e che raccolga ampi consensi ma soprattutto porti a conoscenza del pubblico presente l’importanza del ruolo del volontariato e delle associazioni nel ‘campo’ della solidarietà e che in molti possano dire: io c’ero. Un saluto. Luciano Cremascoli -

giovedì 15 settembre 2011

il VOLONTARIO (codice deontologico de…)

Ecco le dieci regole che ogni buon VOLONTARIO deve rispettare per essere efficiente e svolgere la propria ‘attività’ al meglio:
1.      - Il VOLONTARIO opera per il benessere e la dignità della persona e per il bene comune, sempre nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo. Non cerca di imporre i propri valori morali.

2.      - Rispetta le persone con cui entra in contatto senza distinzioni d’età, sesso, razza, religione, nazionalità, ideologia o censo.


3.      - Opera liberamente e dà continuità agli impegni assunti ed ai compiti intrapresi.

4.      - Interviene dov’è più utile e quando è necessario, facendo quello che serve e non tanto quello che lo gratifica.


5.      -  Agisce senza fini di lucro anche indiretto e non accetta regali o favori, se non di modico valore.

6.      – Collabora con gli altri volontari e partecipa attivamente alla vita della sua Associazione. Prende parte alle riunioni per verificare le motivazioni del suo agire, nello spirito di un indispensabile lavoro di gruppo.


7.      Si prepara con impegno, riconoscendo la necessità della formazione permanente che viene svolta all’interno della propria Associazione.

8.      E’ vincolato all’osservanza del ‘segreto professionale’ su tutto ciò che gli è confidato o di cui viene a conoscenza nell’espletamento della sua attività.


9.      Rispetta le leggi dello Stato, nonché lo Statuto ed il Regolamento della sua Associazione e si impegna per sensibilizzare altre persone ai valori del volontariato.

10.  Svolge la propria attività permettendo a tutti di poterlo identificare. Non si presenta in modo anonimo, ma offre la garanzia che alle sue spalle c’è un’Associazione riconosciuta dalle Leggi dello Stato.

Non c’è altro da aggiungere, ogni commento sarebbe inutile anche perché un buon volontario le ‘regole’ le rispetta al 100 %; se non le condivide interamente rinuncia a svolgere tale ruolo. Un saluto. Luciano Cremascoli - 


lunedì 9 maggio 2011

VOLONTARIATO (il volontario: facciamo la … differenza)

E’ questa la sfida lanciata dall’Unione Europea in occasione dell’Anno del Volontariato: aumentare la visibilità (non è mai sufficiente), quindi la conoscenza ( non basta mai) delle attività promosse e realizzate dalle Associazioni, sostenendo nuove forme di cittadinanza attiva per la promozione sia del benessere individuale che del bene comune. In Italia, il volontariato oncologico rappresenta e sostiene oltre duemilioniduecentomila persone che hanno un passato recente o lontano di diagnosi di tumore. L’associazionismo, attraverso le pratiche quotidiane di assistenza, la promozione di una “ricerca che non c’era”, volta a migliorare la qualità della vita di chi affronta il cancro, e le alleanze con istituzioni, SSN e Società scientifiche, ha aperto importanti prospettive.
Si è reso protagonista, anche a livello europeo, per aver trovato, in pochi anni, risposte ai nuovi bisogni dei malati attraverso il riconoscimento di nuovi diritti. Favorendo il passaggio dalla denuncia delle disparità di cura ed assistenza ad un’azione costruttiva e sinergica, la Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) ha ottenuto l’impegno istituzionale verso iniziative che garantiscono la parità di trattamento in tutto il territorio nazionale ed il miglioramento della condizione di vita delle persone con esperienza di tumore. Prova ne è la recente approvazione del Piano Oncologico Nazionale da parte della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni; una svolta storica nell’oncologia italiana dopo quindici anni di battaglie culturali e sociali condotte dal volontariato. La stessa conferenza sostiene che il Documento rappresenta “una priorità che il complesso delle istituzioni sanitarie e sociali del Paese è chiamato ad affrontare, anche per migliorare la risposta del SSN”. Nella sua stesura è stato riconosciuto il ruolo centrale del volontariato di farsi interprete e portavoce delle necessità di familiari ed è stato recepito totalmente quanto richiesto dalla FAVO stessa. Va dato atto al Ministro Fazio di aver ascoltato con attenzione e sensibilità la voce dei malati. Il documento appena varato intende assicurare elevati livelli di cura ed assistenza a chi affronta la malattia oncologica. 

Ora però ogni Regione dovrà condividere ed approvare il Documento, realizzando l’ossatura di una rete oncologica nazionale capace di riunire le eccellenze scientifiche e cliniche in materia di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione oncologica il che, non è di certo roba da poco. A partire da qui le Associazioni dei malati potranno rivendicare l’applicazione di un’equità uniforme dei trattamenti in tutto il Paese, specie in previsione dell’attuazione del federalismo fiscale, e potranno monitorare i progressi realizzati e, eventualmente, denunciare le inerzie o le difficoltà che si presenteranno a livello locale. 
Quindi, non rimane che attendere gli sviluppi con la speranza che il tutto non rimanga soltanto nero su bianco ma si proceda celermente affinché il ‘documento’ divenga al più presto un qualcosa di concreto nell’interesse del malato ma, torneremo in argomento e magari più dettagliatamente al più presto mentre si terrà sotto osservazione i progredire dei lavori con l’augurio procedano il più celermente possibile. Un saluto. Luciano Cremascoli - 

giovedì 27 gennaio 2011

Volontariato (anno europeo del...)

VOLONTARIATO come antidoto all’egoismo ed all’esasperata ricerca del profitto della società contemporanea. O, per usare le parole di Mario Marazziti, della Comunità romana di Sant’Egidio, “volontariato come contrario di un’idea e di una pratica di scontro, di diffidenza verso l’altro fino alla violenza, al terrorismo ed alla guerra, il contrario del ‘tutto si può vendere e si può comprare’; antidoto ad una società, come la nostra, depressa, stordita e che ha paura del futuro”.
Ieri (Mercoledì 26 Gennaio) si è tenuta la prima di una serie di iniziative organizzate in Italia per l’Anno Europeo del Volontariato, proclamato dall’Unione Europea per valorizzare in tutti gli Stati membri le attività no-profit.
In una sala di Montecitorio, sono stati festeggiati i dieci anni di Angelipress, l’Agenzia sociale che diffonde, anche tra i parlamentari italiani, notizie sul volontariato da tutto il mondo. “Dieci anni di informazioni da Volontariato Italiano; iniziative, progetti e tanti giovani giornalisti che hanno capito che il mondo dell’informazione sociale non è solo gossip o servizio al potente di turno ma impegno e ragione di vita”, spiega Paola Severini, fondatrice e direttore di www.angelipress.com. L’Agenzia, che fornisce le newsletter ai parlamentari italiani, in questi anni si è impegnata in molte battaglie.
Ha sostenuto proposte di legge (come quelle per inserire persone disabili nella scuola e nel mondo del lavoro); ha realizzato produzioni radiofoniche, televisive e cinematografiche su temi che
riguardano persone in difficoltà; ha denunciato abusi, spesso affiancata da Striscia la notizia. Un impegno riconosciuto anche dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che in occasione del decennale ha assegnato alla squadra di giornalisti di Angelipress, la Medaglia del Presidente. (Beatrice Bertuccioli da ‘Il Giorno’ del 27-01-11)
Io aggiungerei: e voi che aspettate ? Siete ancora lì ? Io la mia parte, e forse anche di più la sto già facendo e volentieri;  forza, datevi da fare, c’è gente che necessita del vostro aiuto-contributo (non tanto in denaro ma in … ‘fare’) ovunque ed in qualsiasi settore, basta volerlo. Quanto tempo può necessitare un impegno di questo tipo ? Quello lo decidete voi in base alle vostre disponibilità e/o volontà e/o esigenze. Anche una sola ora ogni tanto farebbe bene al vostro prossimo ed anche se non soprattutto a … voi. Un saluto -