Visualizzazione post con etichetta Mare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mare. Mostra tutti i post

lunedì 1 agosto 2011

AMBIENTE-NATURA-PAESAGGIO (n.8)

MARE

di Giovanni Pascoli

                                      
M’affaccio alla finestra, e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano le onde.
Vedo stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.
Ecco sospira l’acqua, alita il vento:
sul mare è apparso un bel ponte d’argento.
Ponte gettato sui laghi sereni,
per chi dunque sei fatto e dove meni ?

                                                                                                             Giovanni Pascoli


Ecco come invece interpreta questa poesia Giorgio Montefoschi (scrittore e critico letterario Romano): Quello che conta, ed è fondamentale, è il senso misteri stico di chi si pone dinnanzi al mare. Il mare è certamente il ‘tutto’, nel quale lo sguardo sprofonda. Un Tutto vasto, immenso: però non immoto, privo di vita. Vi si riflettono le luci delle stelle ed è mosso dalle onde, che a loro volta sono sospinte senza posa dal vento. Questo significa, dunque, che l’infinito accoglie il Tempo. Anche se chi contempla il mare, chi si lascia stordire dal mare, è sempre incapace di stabilire qual è la soglia che separa l’Infinito e il Tempo.
                                                                   Giorgio Montefoschi

Cosa potrei avere da dire io ? Non potrei di certo confrontarmi con un Giovanni Pascoli o ‘discuterne’ con un critico letterario della levatura di Giorgio Montefoschi, non me lo permetterei mai ! Però un qualcosa avrei da aggiungere: personalmente su certi argomenti (il mare ad esempio)  filosofeggio meno, sono per la praticità; la filosofia la applico nel mio modo d’essere, del mio vivere quotidiano. Sul mare potrei parlare (visto che siamo in Agosto – tempo di vacanze) di sfruttamento all’eccesso in tutti i sensi, dall’affollamento delle spiagge (all’esasperazione – non si vede più nemmeno la sabbia – carne umana su carne, mi si permetta la licenza) al ‘traffico’ marino (intendersi barche, barchette, barconi – da quelle da poche centinaia di Euro a natanti di milioni, di Euro). Mi potrei soffermare sullo sfruttamento delle popolazioni ittiche (ormai si è costretti a ‘fermare’ obbligatoriamente la pesca per 2 o 3 mesi per ridurre il più possibile addirittura l’estinzione di alcune specie di pesci – autonomamente l’uomo – il pescatore in questo caso - non sa ‘gestire’ quelle risorse che gli garantiscono la sopravvivenza, deve intervenire il legislatore). Si potrebbe continuare con la flora marina anch’essa più che malata dall’inquinamento procurato dall’uomo, naturalmente. Potrei concludere con un “guardiamo le nostre spiagge-coste marine d’inverno”, tutta e solo plastica alla mercé del: buttiamo tutto li tanto poi ci pensa il mare a portasi via il tutto od al limite in Primavera ci penserà chi vorrà garantire delle vacanze da sogno ai … villeggianti (sogno inteso come ‘costi’) che si potranno così godere un bel mare sempre (ai nostri occhi) pulito. Ma preferisco non commentare e concludo qui. Chi sono io per potermi ‘esprimere’ in questo modo ? Uno che andava al mare quando il mare aveva la “emme” maiuscola. Ora, quelle poche volte che ci vado il mio sguardo tende a volgere verso il ‘fronte’ opposto; le montagne che, in genere, sovrastano il mare, più tranquille e rilassanti. Un saluto. Luciano Cremascoli - 

giovedì 12 maggio 2011

MERCI E PERSONE PER MARE (viaggiare sul)

Le chiamano ‘autostrade’ del mare e sono ormai da anni al centro del dibattito sulla politica dei trasporti nel nostro Paese. Consentono di inquinare di meno (sono migliaia i Tir che i traghetti ogni anno tolgono dalle nostre strade), di generare economie (i centri intermodali non sono solo stoccaggio, ma punti di creazione di valore aggiunto), di accelerare i tempi di veicolazione delle merci ed ultimo, ma per questo non meno importante, direi sostanziale, rilanciare la portualità. Ma in attesa che la politica definisca un piano organico le compagnie di navigazione sono andate avanti ed hanno prodotto vantaggi anche per chi viaggia in nave per diletto (vacanze). 

Oggi infatti in Italia ci sono diverse tratte come la ‘Napoli Palermo’ oppure la ‘Genova Napoli Catania’ od ancora la ‘Livorno Salerno Palermo’ o la ‘Voltri Termini Imerese’ che in venti ore percorre praticamente tutta l’Italia stessa ed hanno cambiato il volto del viaggiare e/o del trasportare. Ovviamente restano capisaldi della movimentazione delle merci e del trasporto passeggeri, tutte le rotte che collegano l’Italia con le principali destinazioni mediterranee: Grecia, Spagna, Malta, Marocco, Tunisia, Croazia, Albania, Francia, solo per citarne alcune. Lungo queste direttrici vi sono operatori che si stanno specializzando (Grimaldi, Grandi Navi Veloci, Tirrenia, Super Fast Ferriers, Jadrolinea, T-Link, Snaw, Blu Line, Adria Ferreies ed altre). Ma un altro elemento da tenere in considerazione è che oggi i traghetti stanno prendendo il posto degli aerei (i primi meno veloci dei secondi ma senza dubbio un altro modo di ‘vivere’ la vacanza viaggiando o se si preferisce, ‘viaggiare’ vivendo la vacanza per raggiungere i luoghi della vacanza stessa) nel valorizzare nuove mete turistiche. Un buon motivo per programmare una vacanza insolita e piacevolissima, traghetto incluso. E visto e considerato che ormai l’estate è alle porte, facciamoci un … pensierino. Un saluto. Luciano Cremascoli -