venerdì 14 ottobre 2011

RICORDI DEL…PASSATO

 

Facendo ordine in un vecchio mobile abbandonato ho trovato questa cartolina mandata a suo tempo (reca la data del 27 Agosto 1957 – lo si evince dal retrofoto nella seconda immagine – ne fa fede, in bella evidenza, il timbro postale e dell’hotel da dove è stata inviata, “Residencia Tell”) da Barcellona in Spagna (lo preciso per non confonderla con Barcellona località siciliana in provincia di Messina) da mio padre (Elia) e mia madre (Giancarla) ai miei nonni (genitori di mio padre) durante un loro viaggio vacanza (io avevo sette anni).
Da notare quale singolarità della cartolina stessa (lato A – facciata)  che l’abito  della danzatrice di Flamenco è ricamato a mano con seta sulla cartolina stessa; lo si nota bene se si ha la pazienza d’ingrandire la foto, cliccandoci sopra, oppure ‘salvandola’ ed ingrandirla con un qualsiasi programma d’ingrandimento immagini od elaborazioni foto. Faccio presente che la cartolina in oggetto arrivò a destinazione parecchi giorni dopo il ritorno dei miei genitori però su questo punto non saprei se le Poste erano più efficienti allora od oggi.
Il perché pubblico questa cartolina ? La risposta è semplice: mi stavo chiedendo se il 1957 è così lontano (dopotutto essendo ora nel 2011 è passato 'solo' più di mezzo secolo – è cosa da ... poco), se di conseguenza io sono diventato così vecchio (si dovrebbe dire anziano, maturo, avanti con gli anni e chi più ne ha più ne metta), se i ricordi sono ancora ben fissi nella memoria quasi come fosse ieri nonostante siano trascorsi già quasi 55 anni. La risposta ai 'tre' quesiti sono dei TRE bei ... SI. 
Per concludere, un pezzo di cartoncino colorato (in questo caso anche ricamato) e scritto, può riportare alla memoria ricordi lontanissimi straordinariamente belli che pensavamo appartenessero ormai al passato, dimenticati come questa cartolina in un mobile ed in un angolo della mia mente. Bah, rimettiamo la cartolina nella scatola dei ricordi. Questo lo ricorderò come il Post della mezzanotte di un Ottobre come tanti. Un saluto. Luciano Cremascoli -