giovedì 7 aprile 2011

VIVERE LENTAMENTE (per vivere…meglio)

Tra le molte ‘Giornate’ dedicate a fatti più o meno importanti, è senza dubbio particolare e curiosa ed anche non meno interessante la “GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA”.

 L'idea della Giornata Mondiale della Lentezza è nata da L'Arte del Vivere con Lentezza con lo scopo di riflettere a 360 gradi sui danni economici, ambientali, sociali e culturali del vivere a folle velocità come ormai ci si è abituati volenti o nolenti. Ormai si è giunta alla QUINTA edizione e si è svolta a New York lunedì 28 Febbraio scorso ma, essendo appunto la ‘giornata della lentezza’ io ho preso tutto alla ‘lettera’ quindi sono arrivato sul mio blog (questo) stasera (un mese o poco più dopotutto sono un nulla in confronto agli anni che vorrei ancora … ‘campare’, perlomeno  provare a campare ma, dignitosamente) e, con tutta calma tanto, come dicono, la fretta non porta da nessuna parte e non porta nemmeno buoni risultati quando addirittura non è ‘portatrice’ di drammi o tragedie irreparabili.

Questa Giornata si svolge di lunedì a Pavia. Tutto ebbe inizio cinque anni fa proprio a Pavia, dove un gruppuscolo di convinti sostenitori del vivere “lento” (slow, in inglese) hanno lanciato la campagna mondiale onlus: “L’arte del vivere con lentezza” ( la si può trovare anche sul sito web: http://www.vivereconlentezza.it/node/1304 - ci si dia un’occhiata, merita).
Il motto è: NO a passi veloci, inchiodate al semaforo rosso, ‘cellulari-protesi’ all’orecchio, sovrapposizione d’impegni, trasmissioni Tv con risse, l’accensione del pc appena entrati in casa ed altro sui generis – SI a un caffè sorseggiato seduti al bar, per un giorno il cellulare spento e l’orologio lasciato a casa, un sano ozio senza rimorsi, riflettere, mettere ordine in qualche cassetto, dedicare tempo a se stessi, scalare una marcia al ritmo quotidiano eccetera eccetera. L’ideatore di questa iniziativa ‘a misura d’uomo’ è un ex manager d’alto livello che ad un certo punto si è detto: “Voglio scendere !”. E ha dato una svolta alla sua vita (essendo ex manager, se lo è anche potuto permettere, resti tra noi…). All’insegna di ‘lento è bello’, mette in pratica due fondamentali principi: “il tempo più che libero deve essere liberato” ed ancora “il tempo non va visto come una scadenza, va goduto”. Concludo con un, utilizzando la terminologia giovanile odierna ossia: se ci pensiamo bene, 'cazzeggiare' non è un ... male, è uno stile di vita. Ci si rifletta e se non se ne è convinti, provare per credere. Tornerò sull'argomento prossimamente. Un saluto - Luciano Cremascoli