domenica 26 giugno 2011

FARMACI (di marca o … equivalenti ?)

Farmaci di ... Marca oppure Farmaci Generici ? Questo è l'interrogativo che molti pazienti e - ahimè - anche parecchi Medici si pongono. Purtroppo il nome di farmaci generici (che deriva dalla traduzione letterale inglese) in italiano suona male perché dà l'idea di qualcosa che serve un po' per tutti i mali. Si dovrebbe parlare invece di medicinali equivalenti. Gli equivalenti sono prodotti analoghi ai farmaci di marca e possono essere prodotti quando i medicinali di marca hanno esaurito il periodo del brevetto. 
Devono essere commercializzati ad un prezzo di almeno il 20% inferiore rispetto ai prodotti di marca e devono recare il nome del principio attivo. Questo rappresenta un vantaggio perché il medico sa che cosa prescrivere e non rischia di confondersi,  visto che molti prodotti di marca, ognuno con un proprio nome di 'fantasia', contengono alla fine lo stesso principio attivo. I farmaci equivalenti sono messi in commercio solo dopo aver presentato una documentazione che riguarda la purezza del prodotto e la velocità di dissoluzione nel caso si tratti di compresse. Questi parametri devono essere sovrapponibili a quelli del corrispettivo prodotto con nome di fantasia. Inoltre si devono misurare nel sangue le concentrazioni del farmaco che - pur nell'ambito della variabilità individuale - devono essere simili a quelli ottenibili con il prodotto di riferimento. Infine numerosi studi clinici - anche per i farmaci cosiddetti 'salvavita' hanno dimostrato che il passaggio dalla somministrazione del farmaco equivalente a quella del farmaco di marca e viceversa non comporta cambiamenti di efficacia o di tollerabilità. Non vi sono quindi ragioni per supporre che vi siano differenze significative. D'altra parte questo sembra essere un problema italiano perché in tutto il mondo e in particolare in Germania ed Inghilterra il mercato dei farmaci equivalenti e almeno tre volte maggiore rispetto all'Italia. Da dove nascono, allora, i dubbi sugli equivalenti? Soprattutto da ragioni commerciali molto evidenti. 

Le industrie hanno un notevole interesse ad ostacolare il diffondersi degli equivalenti, perché per mantenere la competitività dei prodotti di marca le ditte devono diminuirne il prezzo e per di più vedono erose le loro vendite dalla concorrenza. Anche i Medici spesso esprimono dubbi, perché quando prescrivono un farmaco di marca, magari, in qualche caso si possono aspettare un ... 'ringraziamento'  da parte dell'industria che lo produce, mentre il farmaco equivalente può essere prodotto da molte industrie farmaceutiche. E' molto importante che i cittadini si rendano conto del fatto che i farmaci equivalenti fanno risparmiare parecchi soldi al Servizio Sanitario Nazionale (solo nel 2010 circa 600 milioni di euro), soldi che sono stati utilizzati per coprire in parte la spesa legata a farmaci molto costosi come quelli utilizzati per i pazienti con tumore. 


Quindi, quando si va in Farmacia o dal Medico ci si sappia regolare, si agisca di conseguenza e soprattutto con coscienza. Un saluto. Luciano Cremascoli -