sabato 12 febbraio 2011

150° ANNIVERSARIO UNITA’ D’ITALIA (giorno festivo Si oppure NO !)

Decidere se festeggiare il giorno in cui l’Italia si è unita, divide gli italiani! Incredibile ma vero, riusciamo ad essere in disaccordo anche su questo. Non c’è speranza per un Paese che si sente unito solo quando vinciamo i ‘mondiali di calcio’ (dei mondiali di altri sport ad esempio, non ce ne frega più di tanto…). Si prova tanta tristezza ed amarezza ad assistere a tali ‘contrasti’ (più che altro politici – in quanto gli uni devono contraddire gli altri – se la maggioranza ‘opta’ per il SI, la minoranza naturalmente ‘deve’ essere per il NO e/o viceversa, di qui non ci si scappa), non si può essere orgogliosi del Paese in cui si vive e con questa sensazione francamente passa la voglia di festeggiare anche l’unione di un paese diviso in tutto  e non solo in questo. Và pero ricordato che dopotutto che questa polemica sulla festa del 17 Marzo è una tempesta in un bicchier d’acqua. Solo in un paese ‘sgangherato’ come il nostro si discute del nulla. Il problema è molto semplice. E’ o non è l’anniversario della nascita della nazione ? Sì. E’ o non è normale, non diciamo doveroso, che questa data venga festeggiata ? Sì. Fine della discussione. Invece certi nostri Ministri ed anche certi imprenditori si comportano come se venissero da un altro pianeta. In che mondo vivono ? Si può pensare abbiano perso il senso della realtà. Festa SI, festa NO, è un dilemma talmente estraneo alla stragrande realtà degli Italiani, a prescindere dalla loro appartenenza politica qualora ce ne sia. Poi, che si lavori o meno, si festeggi lavorando o non, siamo Italiani quindi, come sempre ci si può ‘regolare’ come meglio si crede. I Presidi e gli insegnati delle scuole si ribellano (alla non festa) figuriamoci se potevano-volevano accettare di lavorare. Magari dedicare la giornata spiegando (anche visitando luoghi) com’è nata l’Unità d’Italia, chi sono stati gli artefici dell’unità e perché proprio in questi momenti di crisi, così difficili per la nostra società. Sarebbe utile ricordare il sacrificio di chi morì per l’unità lavorando. Quale miglior riconoscimento a coloro che diedero la vita per unire un popolo sotto un’unica bandiera se non quella d’insegnare ai giovani (e non solo) cosa vuol dire patria, sacrificio ed ideali. Ma forse, è meglio fare festa; come si può parlare di sentimenti come patria-sacrifico- ideali quando l’animo non è presente a sentirli ? Poi, non scordiamocelo, siamo Italiani, il calendario abbiamo iniziato a ‘studiarcelo’ ben benino dallo scorso anno e, festa dell’unità d’Italia SI, festa dell’Unità d’Italia NO, non ci è di certo sfuggito che il 17 Marzo quest’anno cade in Giovedì quindi, mal che vada (‘vincendo’ il NO) basta ‘prendersi’ un giorno di ferie oppure con la ‘benevolenza’ di qualche Medico compiacente il bel ‘ponticello’ di quattro giorni ce lo possiamo sempre ‘concedere’ per buona pace di tutti, soprattutto per noi che siamo ‘liberi’ di festeggiare o meno con o senza giornata festiva a nostro piacimento.
Quindi, giorno di festa Si, giorno di  festa NO, anche in considerazione del fatto che molti lavorano (a volte di più) anche nei giorni festivi, a noi la ... scelta. Un saluto -