sabato 22 gennaio 2011

LARINGECTOMIA TOTALE (La mia esperienza - Prima Parte)

Il tutto inizia più di due anni fa quando, inaspettatamente e quasi improvvisamente, mi sono trovato in una sala operatoria d’ospedale uscendone parecchie ore dopo (9 o 10…) senza aver più l’uso della parola (naturalmente ero stato informato precedentemente) avendo subito l’asportazione totale della Laringe il che per uno come me abituato a parlare anche durante il sonno è tutto un dire. Sinceramente, la degenza in ospedale non è stata poi così traumatica in quanto il dolore fisico era neutralizzato dai farmaci somministratimi ed ero assistito con particolare attenzione dal personale Medico e Paramedico del reparto oltre che dai familiari. L’unico ostacolo non certo di poca importanza tra me e loro era la comunicazione limitata a cenni con il capo o gesti poco espressivi; l’unica alternativa possibile era l’utilizzo di carta e penna (ancora non sapevo usare il pc…) che non sempre riuscivano a trasmettere la mia volontà. Dimissioni dall’Ospedale seguite da radioterapia,
quindi, due settimane di convalescenza in una località marina. Durante questo soggiorno (in albergo, quindi a contatto con gente nuova) mi rendo conto che carta e penna non sono sufficienti alle mie necessità di comunicazione ed autonomia. Bisogna provvedere al più presto. Tornato alla “base” mi informo sulla scuola di Rieducazione alla Parola più vicina a casa (ero stato contattato durante il ricovero in ospedale da un rieducatore) quindi mi presento presso la sezione di Treviglio e vengo fatto accomodare nell’aula dove al centro della stessa sedeva un rieducatore (chiamato anche Maestro pure lui, come me, operato alla Laringe) ed intorno altri operati che seguivano le lezioni tra
cui anche un extracomunitario. Tra questi alcuni frequentavano da poche settimane, altri da qualche anno. Subito il Maestro mi ha spiegato i primi rudimenti del metodo di rieducazione invitandomi a
seguire le sue istruzioni con esercizi mirati. Naturalmente sia pure mi impegnarsi al massimo dalla mia bocca non usciva alcun suono, non avrei potuto nemmeno pretenderlo dal primo giorno…
Nel contempo però vedevo quelli che ormai ritenevo i miei compagni di percorso parlare e ciò mi dava fiducia e stimolo sino a quando dopo qualche giorno dalla mia bocca uscì un suono simile ad una “C”. A questo punto ho udito un lungo applauso di incoraggiamento da parte dei miei compagni
che mi ha particolarmente commosso con evidente soddisfazione oltre che mia, del Rieducatore. Era l’inizio del mio nuovo modo di parlare. Dopo quella prima “C” la strada non è stata più in salita come i primi giorni, sono seguite altre lettere dell’alfabeto, le prime parole, le frasi e via di seguito. Dopo di
me sono arrivati altri nuovi operati quindi, non ero più l’ultimo arrivato, questa era diventata per me non solo una scuola ma una seconda casa, una seconda famiglia. Si era e si è come si diceva da ragazzi: tutti per uno, uno per tutti, compresi i Maestri, seguiti dal Presidente, gli addetti alla Segreteria, la Psicologa, l’Assistente Spirituale ed altri. Ho partecipato a Convegni, commemorazioni,
festeggiamenti, gite di gruppo, soggiorno marino invernale ed altro, accompagnati anche da familiari ed amici, il cui unico scopo era... parlare, parlare, parlare per ritrovare quello che purtroppo ci era
stato tolto. Dopo mesi di frequenza ho superato anche l’ostacolo telefono, quello che mi incuteva
maggior panico, avevo il terrore di “bloccarmi” e non riuscire ad esprimermi ma anche questo ormai è acqua passata; come la prova microfono davanti ad una platea sia pur non molto numerosa e composta da addetti ai lavori appartiene a ieri. Ma il “lavoro” non finisce qui in quanto, a parte il fatto che chi subisce un intervento di questo tipo non riuscirà mai ad essere come prima, bisogna sempre cercare di migliorarsi e per poter fare questo non ci si deve far mancare l’allenamento continuo.
Questo è il mio intendimento senza dimenticare che la mia presenza può essere utile a quelli che sono venuti e verranno dopo di me. Ai nuovi arrivati vorrei far pervenire questa massima che ho sentito ed ho fatto mia: “QUELLO CHE IO ERO, TU SEI. QUELLO CHE IO SONO, TU SARAI.
Un saluto a tutti e... non arrendiamoci mai.


P.S.: Questo articolo è stato da me scritto nel Dicembre 2007 e pubblicato a suo tempo sul periodico “La Nuova Voce” a cura della Sezione AILAR - Associazione Italiana Laringectomizzati – onlus di Treviglio (Bergamo). Io sono stato Operato nell’Agosto del 2005 nel Reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Maggiore di Crema (Cremona) diretto dal Dr. Pasquale Blotta lo stesso Ospedale dove attualmente mi occupo della Rieducazione alla Parola di coloro che hanno subìto lo stesso mio intervento chirurgico.