sabato 15 gennaio 2011

M I N A - Grande, grande, grande

E’ la Tivù che mi ha fatto vedere per la prima volta Mina Anna Mazzini in arte 'MINA' (nata il 25 Marzo 1940). Era al ‘MUSICHIERE’ e a ‘LASCIA O RADDOPPIA?’, a poca distanza l’una dall’altra. Fu la rivelazione! Elvis, poteva essere riposto in pace, avevo trovato con chi sostituirlo: una cremonese (lei di nascita, io d’adozione…) alta e bella, in jeans e maglione, moderna e sfacciata, che diceva ‘miusica’ e altre parole come se fosse mezza inglese, con delle braccia lunghe che finivano con due mani meravigliose sempre in primo piano. E poi aveva solo due anni più di me e già faceva tutte quelle cose lì! E la tirava fuori la voce, con un impeto, una passione, una furia che tutti gli altri smielati sparivano. Per gli adulti era “mezza matta”, una che “strillava”, insomma la detestavano. Per me era fatta: dagli a tagliare foto dai giornali, corri a comprare NESSUNO e poi TINTARELLA DI LUNA, T’HO VISTA PIANGERE, VORREI SAPERE PERCHE’, e di corsa al cinema a vedere URLATORI ALLA SBARRA (“Dio come si vede poco, ma perché non è lei la protagonista e non quella scema di Elke Sommer?” e JUKE-BOX URLI D’AMORE, e alla domenica alle feste tutti a ballare coi suoi dischi. Gli amici già mi criticano per la mia nuova ossessione-fissazione, io che ero così esterofilo in musica… Le mie amiche la odiano, loro così serie, con le gonne stirate, la faccia acqua e sapone (di lì ad un anno si cotoneranno come lei, si compreranno le scarpe con il cinturino, imiteranno i suoi atteggiamenti…).
Quella voce e quella immagine si fondevano in modo perfetto ai miei occhi ed io ero innamorato, e come per tutti i grandi amori sarei stato dalla sua parte sempre, contro tutte le Milve, le Vanoni (?), le Zanicchi di sempre (esageriamo và) , con lei anche a Sanremo quando tutti le erano contro e dicevano che era finita, anche quando faceva un figlio senza essere sposata e la TV (la Rai di allora – oggi con quella ‘regola’ sarebbe il … deserto) la cacciava per questo, anche quando cantava canzoni che non mi piacevano… L’avrei seguita sempre alla televisione, dalle CANZONISSIME agli STUDIO UNO, dai Caroselli Barilla a quelli Tassoni, avrei visto tutti i suoi film, e anche quando venivo travolto da nuov cotte musicali, dai Beatles a Jimi Hendrix a Janis Joplin a Siouxsie and The Banshees, non la dimenticavo mai, per lei c’era sempre uno spazio nella ‘mia musica’. L’ho vista dimagrire ed ingrassare, abbellire ed imbruttire, bionda e nera, simpatica e scorbutica, fare il rock, il cha cha cha, la disco, essere elegante e sciatta, incidere capolavori e banalità, riempire le copertine dei settimanali e sparire bruscamente (questa proprio non l’ho ancora digerita oggi), cambiare case discografiche, essere insomma tutto quello che uno non si aspetta da un star, riuscendo ad esserlo ugualmente perché il suo segreto forse è di fare quello che lei vuole fare, di essere sempre, nella vita e nella carriera, sempre e soltanto MINA.