mercoledì 30 marzo 2011

LA DEPRESSIONE (vista da un Laringectomizzato)

QUATTRO semplici righe su cos’è la depressione nel suo insieme. La depressione è una patologia dell'umore, tecnicamente un disturbo dell’umore caratterizzata da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici ed affettivi che, nel loro insieme, sono in grado di diminuire in maniera da lieve a grave il tono dell'umore, compromettendo il "funzionamento" di una persona, nonché le sue abilità ad adattarsi alla vita sociale. La depressione non è quindi, come spesso ritenuto, un semplice abbassamento dell'umore, ma un insieme di sintomi più o meno complessi che alterano anche in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno. La depressione talvolta è associata ad ideazioni di tipo suicida (qui siamo però a casi … estremi) o autolesionista, e quasi sempre si accompagna a deficit dell'attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari, estrema ed immotivata prostrazione fisica.
Ora però non è mia intenzione entrare nel merito vero e proprio della depressione (non potrei nemmeno farlo se non per sentito dire – non sono medico, psicologo od altro), lo farò prossimamente pubblicando (limitandomi a ‘trasferire’) del materiale che mi è parso interessante  trovato qua e la però, rimanendo nel contesto specifico del Laringectomizzato. Sono abbastanza frequenti casi di depressione in persone che hanno subìto un intervento di Laringectomia Totale; intervento che limita notevolmente nell’individuo la comunicazione verbale costringendolo ad ‘optare’ per metodi e modi di comunicazione che in un primo tempo rifiuta categoricamente per poi, come diciamo noi “Rieducatori di Laringectomizzati” trovare il loro giusto equilibrio (con l’aiuto di chi sta loro intorno, dai famigliari a quegli ‘adddetti ai lavori’, medici, specialisti e non) ma soprattutto il giusto percorso per tornare sui  ‘binari’ della (diciamo senza presunzione di sorta) ‘quasi’ normalità comunicativa ma, cosa più importante, totale reinserimento della persona stessa nel tessuto sociale senza se e senza ma.



 Il messaggio che vorrei (non mi piace utilizzare il termine ‘voglio’, troppo … presuntivo) lanciare oggi trae lo spunto da un dialogo (su un noto Network) tra tre amici, due Laringectomizzati (amici – ho avuto modo di conoscerli, persone veramente squisite); in effetti i ‘dialoganti’ erano più di due (tutti però Laringectomizzati e qualcuno con qualche ‘problemino’ di  salute in più). Mi limito a trascrivere letteralmente la ‘lamentela’ (di carattere depressivo) dei primi due (uno ‘depresso’, sua dignosi e l’altro con altri problemi, sempre di salute) e la risposta (e qui si vede e si capisce cosa può essere la vera amicizia, intesa nel vero senso della parola) consolatrice e d’incoraggiamento del terzo:                                                                                                                             - Giuseppe scrive (tutti possono leggerlo…): Oggi sto pensando a ciò che mi disse un po’ di tempo fa' un mio amico fraterno, Peppe tu ,mi hai insegnato che nella vita in un certo momento tutto può cambiare, per le battaglie da me condotte, prima sulla malattia ,poi per il reinserimento nel mondo del lavoro adesso sto male per via di una forte depressione spero di venirne fuori grazie amico per le tue belle parole                                                       - Lorenzo replica: Ciao caro Amico Peppe, mi dispiace ritrovarti così'. Mi raccomando, sempre positivo come lo sei sempre stato. Io sono rientrato ieri a casa dopo 12 giorni di ospedale dove all'inizio non sapevo esattamente il motivo. Improvvisamente un occhio mi si è quasi bloccato e ci vedeva doppio. Dopo diversi giorni di esami (monitoraggio al cuore, 4 tac, risonanze, eco doppler ed esami vari) la conclusione e' che sto benissimo ma che dovrò aspettare anche 2 mesi per riottenere la vista normale. Tra tutti i mali è quello minore perciò aspettiamo. Un grosso abbraccione Peppe e cerca di essere il solito GUERRIERO !!!!!!!  - Personalmente commenterei che come ‘consolazione non è male; aggiunge acciacchi ad acciacchi, bontà sua: Quello che però mi ha più colpito è stato “l’intervento” dell’amico MAURIZIO che, anch’esso con seri problemi di salute, dimentica i propri e ‘corre’ in aiuto dell’amico Giuseppe con semplici ma incisive righe.                - Maurizio dice all’amico Giuseppe: La depressione è il prezzo da pagare per chi come noi ha combattuto oltre le proprie forze, purtroppo l’operazione che ci ha salvato la vita è molto invasiva lascia dei prezzi da pagare, sono prezzi alti, a volte ci sembra che la montagna da scalare non finisca più, non riusciamo a trovare un perché, ci è rimasta, si, la vita, ma vivere ci costa molto, ci sentiamo diversi, non siamo e non saremo mai più quelli di prima, ed è proprio da qui che dobbiamo ripartire, noi siamo speciali perché sappiamo che non si vive gratis, noi siamo migliorati perché sappiamo dare il senso giusto alla parola ‘amore’, noi siamo speciali perché sappiamo quali sono le persone su cui, veramente, possiamo contare, noi abbiamo preso in mano il nostro destino e lo abbiamo piegato ai nostri sentimenti, quindi gente come noi non può e no deve permettersi di farsi piegare da una cosa così subdola come la depressione. Fuori c’è il sole, i profumi della primavera, il sorriso dei figli, il viso della donna amata, gli amici, tutte cose che noi ancora possiamo vedere, avere e tutto questo ci dovrebbe far capire che anche se non siamo più quelli di prima, siamo comunque vivi a dispetto di chi ci voleva vinti, siamo ancora qui e niente ci può piegare se non noi stessi. Esci, abbraccia il mondo e lui ti abbraccerà. Ti voglio bene Giuseppe. Ciao –                                                                                                                                 Ecco, concludo dicendo, con tutto il rispetto per la scienza, la medicina, i medici e gli specialisti tutti che queste ultime poche righe (come quelle di Maurizio) possono più, per una persona con un processo di depressione in corso (sia pur magari appena accentuato…) che medicine e sedute di psicoanalisi od altro ancora. Un saluto – Luciano Cremascoli -