sabato 5 marzo 2011

UNITA’ D’ITALIA (altro che….)

Tutte le opinioni sono da rispettare, questa è la sua che io posso anche condivide o non condividere e/o totalmente e/o parzialmente. ALTRO CHE UNTITA’ D’ITALIA!di Crem (Dino Cremascoli) su “il Cittadino.it” – ‘quotidiano del lodigiano e del sud milano’ - 28 Febbraio 2011 - Sono vecchio, un po’ provato dalla vita e, dunque, abbastanza smaliziato: è per questo che non capisco la diatriba tra quelli che vogliono festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia e quelli che vogliono lasciar perdere, non fare nessuna festa, perché di unità da noi, ce nè proprio poca e, festeggiare qualcosa che non c’è, pare l’ipocrita, inutile, beffardo, oltraggioso. Sì, perché io amo il mio paese e amo la sua gente e la conosco abbastanza; siccome, poi, sono un po’ smaliziato, ecco perché mi pare che, da noi, pur dopo 150 anni, di unità, ce ne sia proprio pochina. Non ci avete mai pensato? Abbiamo un ministro, importante, perché senza di lui il nostro Berlusconi non potrebbe essere capo del governo. Ebbene questo ministro, un giorno, durante una manifestazione politica a Venezia, vide alla finestra di casa una signora che esponeva la bandiera italiana e il nostro ministro le disse ”Signora, io con la bandiera italiana mi pulisco il culo...”. Addirittura! Se questo è vero (ed è certissimanete vero perché l’ho sentito io personalmente, e, poi il ministro è uno fine... compito... delicato... pieno di grazia). Se questo è vero, facciamola breve! Piantiamola lì e io ho finito, perché anche un bambino capisce che perdiamo del tempo a parlare di unità della nostra patria, se a governare l’Italia c’è un ministro che con la bandiera, si pulisce il popò... E per questo che quando sento parlare di unità d’Italia mi vengono i brividi. E mi vengono i brividi non solo perché un ministro ha detto una porcata del genere, ma anche perché tutti gli altri ministri al governo, davanti ad una “delicatezza”, simile, non hanno fatto una piega; hanno continuato a coccolarsi nel loro seno quell’anima candida e a tenerselo buono, il ministro, senza del quale l’attuale governo Berlusconi non potrebbe stare in piedi. E, precisiamo anche questo: il nostro Berlusconi, fondatore del partito dell’amore, criticato per non essere intervenuto dopo la “raffinata” battuta del suo ministro, ha detto: “Sì, lo so, a volte, usa un linguaggio sopra le righe, ma bisogna interpretarlo ed io ho la chiave interpretativa e quindi sono assolutamente tranquillo”...Bravissimo il nostro presidente del Consiglio! Bravissimo e sempre preciso nelle sue cose! Infatti siamo in attesa di conoscere la giusta interpretazione, “l’interpretazione autentica” del pensiero del ministro che quando parla dell’uso della bandiera italiana, non pensa ne al c.... cui pensierino noi, né a niente di men che corretto; lui non è mai banale, mai terra terra: un ange tombè du ciel. Siamo noi che siamo maliziosi, perfidi, maligni e pensiamo male di tutto e di tutti come quando ci scandalizziamo se i seguaci del ministro scrivono su un vistoso striscione durante un raduno “Italia vaffanculo”. Ce lo spiega Berlusconi, l’interprete, che cosa significa “vaffanculo”? Noi siamo peggio dei Baluba e tante cose non le capiamo....  Una cosa, però, la capiamo, una sola a tutti quelli vicini a Berlusconi, proprio a tutti, Forza Italia, Fascisti, Leghisti, Destra, Pdl e compagnia, tutto quello che riguarda la nostra Patria è a livello di Wc: altro che unità d’Italia!
Ci sono ‘ricaduto’ (e ricadrò – non c’è nulla da fare) di nuovo; mi ero ripromesso di non occuparmi di politica in questo Blog ma mi sto rendendo conto che, volenti o nolenti, la politica fa parte del nostro essere-vivere quotidiano quindi non possiamo tapparci occhi ed orecchi. Vediamo, ascoltiamo, pensiamo quindi abbiamo il diritto-dovere ed ancora la possibilità (almeno per ora) di dire la nostra quindi diciamola anche se in questo specifico caso non esprimo un mio parere ma mi limito a ‘riportare’ quello che io chiamo un ‘pensiero, opinione o punto di vista’ individuale apparso sul web senza spostarne una sola virgola. Mi corre l’obbligo di precisare che quel Cremascoli (Dino) autore dell’articolo NON sono io; il mio nome, per chi il particolare  può essere sfuggito, è LUCIANO Cremascoli’. Un saluto -